vito petrozzino Conza


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la storia

la storia

Conza ha continuato ad essere piazzaforte importante anche dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Per breve tempo fortezza gotica, nel 555 viene conquistata da Narsete, comandante delle truppe bizantine, che mantengono la città fino a quando, dopo il 568, non arrivano i Longobardi e la città cambia nuovamente aspetto. Sugli edifici del foro viene impiantata la chiesa cristiana mentre lo stesso foro, ormai in rovina, perde la sua funzione giacché la fortezza, ubicata nella parte alta della collina, diventa il nuovo centro politico decisionale. Per tutto il periodo di dominazione longobarda, Conza mantiene un ruolo notevole, accresce la sua importanza strategica, diventando uno dei centri più avanzati della struttura politico militare di questo popolo nel sud dell’Italia, gastaldato di frontiera con l’area bizantina pugliese. Tuttavia un evento catastrofico, sicuramente non insolito per questi luoghi, pone fine a questo periodo, tutto sommato di potenza e di espansione: il terremoto dell’anno 990. La città viene in gran parte distrutta, crollano palazzi ed abitazioni povere, monasteri e chiese e buona parte degli abitanti muore. Al periodo longobardo risale anche l’istituzione della Sede Arcivescovile a Conza che verrà smembrata solo nel 1921. Occupata nel 1076 dai Normanni, la città non ritornerà più agli antichi splendori. Gli stessi arcivescovi, pur assicurandole nei secoli successivi il ruolo di metropoli della vasta circoscrizione ecclesiastica a cui fanno capo 24 paesi e ricostruendo puntualmente la chiesa dopo i ricorrenti terremoti, preferiscono dimorare nel vicino paese di Santomenna e, più tardi, nell’Episcopio di Sant’Andrea, che, da casale di Conza, diviene ben presto il centro politico decisionale dei vescovi. Intorno alla metà dell’XI sec. oltre al Castello, i cui resti sono stati demoliti alcuni decenni orsono per far posto al campo sportivo, altro elemento urbano importante è la Cattedrale che, ricostruita dopo il recente terremoto, accoglierà nel XII secolo le spoglie del santo patrono Erberto. La presenza del fortilizio è probabilmente la ragione fondamentale per cui, nonostante le ripetute distruzioni, il centro abitato viene ricostruito sulle stesse aree. La possibilità, inoltre. di riutilizzare parte del materiale da costruzione delle vecchie fabbriche e la maggiore difendibilità del luogo rispetto ad altri siti, contribuiscono a determinare la ricca stratificazione storico-architettonica ancora riconoscibile nelle poche strutture rimaste in piedi sulla collina di Conza dopo l’ultimo terremoto. L’impianto urbanistico che si viene così a creare è quello canonico del borgo medioevale, arroccato intorno al Castello ed alla Cattedrale, Il Castello, ubicato nella parte più elevata del paese, controlla da occidente l’intera valle. Da esso si dipartono le mura che circondano il borgo seguendo le strade vicinali “Muro” e “Torrione”, a nord ed ad est, e la Strada S. Nicola, a sud. Ai piedi del Castello si stende il borgo. L’abitato si presenta come una struttura urbana subordinata., oltre che alle suddette emergenze edilizie, alla morfologia dei luoghi. Le insulae, di forma rettangolare, sono organizzate su una trama d’assi viari, quasi ortogonali alle linee di massima pendenza e paralleli tra loro, tanto da delimitare tre lunghi comparti edilizi, composti d’abitazioni a due o più livelli con orti esterni, I comparti urbani sono tagliati da stretti percorsi, spesso gradinati, che collegano agevolmente gli irregolari tracciati di Via Piazzile, via San Michele, via Arcivescovado. Pertanto il tessuto edilizio si presenta fitto, regolare, omogeneo e privo di spazi privilegiati. Il rapporto tra il borgo e la Cattedrale, sita a valle ed ai margini delle mura, si risolve col cambiamento di giacitura dell’edificio religioso rispetto al primo. Infatti, all’orientamento est/ovest della Cattedrale si oppone il prevalente orientamento sud/ovest-nord/est del centro abitato, determinando così gli spazi residui - Piazza Nuova e Largo Chiesa - di forma irregolare. L’unico punto in cui convergono le varie direttrici,
strutturanti la morfologia urbana, è il Largo Croce, dove è ubicata Porta Nuova, la porta di accesso al borgo. Sulla adiacente collina di Ronza si estende,poi, la Necropoli.




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